Era una splendida giornata di fine aprile e, mentre scendevo lungo la strada bianca e tortuosa che dal mio paesino portava in città, non potevo non ammirare quell’esplosione di colori che mi circondava. Il sole brillava alto e se ne avvertiva il tepore primaverile,mentre le rondini,volteggiando,disegnavano ghirigori nel cielo terso. Immersa in tanta bellezza e nei miei pensieri quasi non mi accorsi di un cagnolino nero immobile sul ciglio della strada.
Rallentai,mi fermai e dallo specchietto della mia auto lo osservai. Provai dolore e tristezza nel vedere con quanta compostezza e caparbietà attendeva colui che non sarebbe mai più tornato a prenderlo.
Aprii istintivamente lo sportello per andargli incontro, ma fu più veloce lui! Me lo trovai seduto con aria alquanto aristocratica sul sedile al mio fianco.
Non fu cosa facile convincere mia madre a tenerlo perché in casa allora c’era Roc, un pointer,compagno mio e di mio padre nelle giornate di caccia.
Picinin
“Picinin” questo fu il nome che gli misi,diventò da subito la mia ombra…mi accompagnava ovunque, lui mi adorava ed io lo amavo. Intanto i mesi passavano ed io attendevo con testardaggine che quel piccolo cagnolino nero focato diventasse un pastore tedesco. Alla fine, però, vinse lui che con altrettanta testardaggine decise di rimanere un piccolo “bastardino”!
Trascorremmo anni bellissimi insieme, il suo mondo iniziava e finiva esattamente dove iniziava e finiva il mio.
Non riuscì a separarci neppure la cerimonia del mio matrimonio perché, eludendo alla sorveglianza di una mia amica, lo trovai lì ad aspettarmi all’uscita della chiesa.
Poi un giorno il destino ci separò e il mio dolore è rimasto indelebile nel tempo.
Dopo tanti anni (32 per la precisione) penso ancora a lui con lo stesso amore e con la consapevolezza che grazie al nostro incontro maturò in me l’idea di cosa avrei fatto “da grande”:allevare e vivere fra gli animali.
Incontrai per caso in quel periodo un mio amico che aveva allora un campo di addestramento, lui voleva cambiare lavoro e io rilevai l’attività trasformandola in allevamento.
Era il 1980 ed il mio sogno si trasformò in realtà.
I miei pastori tedeschi
Due anni dopo nacque la mia prima figlia, Dajana, e le mie giornate volavano tra poppate, pannolini, cucciolate e raduni (allora allevavo pastori tedeschi).
Ero felice e soddisfatta, vivevo le mie giornate con mia figlia e i miei cani in mezzo al bosco, in una valle bellissima. Dajana portava tutti i pastori tedeschi a mo’ di gregge nel torrentello dalle acque limpide vicino a casa. Io la guardavo compiaciuta. Mi chiedeva spesso di poter avere una sorellina…fu così che nacque Melania. E Dajana, con grande entusiasmo, le fece anche da mamma. Le mie figlie crescevano così come cresceva il numero dei miei cani.
Franca Simondetti
Conobbi allora in un’esposizione Franca Simondetti, e le mie figlie, vedendo i suoi cocker, complottarono per averne due in occasione del loro compleanno. Fu così che arrivarono Masquerade e Blondie delle Grandes Murailles, una bianco arancio e l’altra fulva.
Poco dopo Franca mi regalò una femmina tricolore roana che dopo due mesi partorì 4 bellissimi cuccioli. Li detti tutti a Franca tranne una cucciola bianca e nera, Blackandwhite, che tenni per me e che ora ha 14 anni. E così i cocker divennero 4!
Io e Axel
Cominciai a partecipare a delle esposizioni anche con i cocker ottenendo buoni risultati e il 4 febbraio 1998 presentai in prova per la prima volta, senza alcun tipo di esperienza, il mio cocker Axel. Fu la “fine”. Guardando cosa riuscivano a fare quei piccoli folletti ne fui completamente conquistata, Franca se ne accorse, passavamo così ore al telefono. Mi parlava del suo disappunto verso chi era interessato ad allevare unicamente guardando la lunghezza del pelo, del collo, delle orecchie…”vogliono ridurli a dei ridicoli cani da salotto, rovinandone il carattere e ignorando il vero motivo per cui sono stati inizialmente creati”.
Mai più giusta fu la frase che lessi giorni fa su una rivista specializzata:
IL VERO CAMPIONE è IL CANE SANO,CHE RIESCE A PORTARE A TERMINE IL LAVORO PER CUI è STATO INIZIALMENTE CREATO!!!.
Franca ora non c’è più,non può leggere questa bellissima frase.
Ci lasciò in una fredda giornata di gennaio del 1999 ed io, con grande rammarico, penso che solo tre giorni prima avevamo cacciato insieme nella riserva di Scaldasole. Troppo poco, Franca, un solo anno per conoscerti come avrei voluto,ma ora mi rendo conto che per te non fu così. Dopo la tua morte, venni a conoscenza dal tuo avvocato che in quel breve tempo tu cambiasti il tuo testamento lasciando a me i tuoi amatissimi cocker eccetto il Giolli (che purtroppo non c’è più) ed Uno che, per situazioni che si sono venute poi a verificare, è rimasto con me. Ed è per me un grande orgoglio vederlo ancora correre felice,saltare cancelli e cacciare con grande soddisfazione le galline del mio vicino. È sempre il tuo, Franca, io ne sono solo depositaria della sua salute e quando lo vedo scodinzolare felice il mio pensiero vola a te.
Sono ormai trascorsi 7 anni dalla tua morte e mi piace pensare di aver sempre allevato e lavorato nel rispetto dei nostri cani, quei Grandes Murailles che non muoiono ma vivono nei Re di Danari, continuando ad essere i cocker che piacevano tanto a te: “cani belli che sanno cacciare”.
Ora vivo in pace e felice nella mia valle con un compagno meraviglioso che mi ha fatto conoscere gli Springer da lavoro. Discutiamo animatamente in ogni momento di morfologia e carattere dei nostri cani. Io naturalmente, da grande “rompi”, non sono mai d’accordo. Lo ammiro per la sua pazienza infinita e perché riesce a sopportare la mia dirompente personalità.
Un grazie a tutti i miei familiari che con grande pazienza mi sopportano, alle mie figlie Dajana e Melania che amo definire “il mio avvenire” e a mio figlio Dino che con la sua manina, battendomi sulla spalla come fanno i grandi, mi conforta quando mi sento a terra perché allevare non è sempre,come qualcuno pensa, sinonimo di facilità e felicità.
Ultimi ma non per importanza i miei “campioni” non solo i titolati ma soprattutto coloro che vivono nell’anonimato e contribuiscono a far crescere l’allevamento RE DI DANARI.
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